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INTERVISTA A GIOVANNA MEZZOGIORNO “Lavoro da 15 anni , credo di aver dato il mio contributo al cinema italiano, ma senza sacrificare la mia vita”

Il New York Times la descrive come una “Volcanically Beautiful” (Bellezza esplosiva). Giovanna Mezzogiorno è stata inserita tra le migliori interpreti nelle previsioni per gli Oscar per “Vincere”. E’ stata , inoltre, premiata dai critici americani come best actress. (Miglior attrice).

“E’ una gran bella soddisfazione anche perché è passato tanto tempo, è come la scia lunga dopo le critiche stupende al film in America. Certo, ci aspettavamo che poi l’Italia lo nominasse per gli Oscar, ma fu scelto Baaria. Nessuna recriminazione , le logiche di certe decisioni sfuggono di più”.

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Perché “Vincere” piace tanto agli americani?

“Credo che li abbia sorpresi , non si aspettavano dall’Italia un film così duro, brutale, che non fa sconti ed è provocatorio perfino dal punto di vista delle immagini e del linguaggio. Lo considerano una specie di capolavoro , che non ha furbizie o ammiccamenti né le immagini da cartolina alle quali il cinema italiano li ha abituati”

Che rapporto c’è stato con Marco Bellocchio?

“Posso dire con la sicurezza che è nata una profonda fiducia reciproca, senza la quale un film così non sarebbe stato possibile. Io so che lui sa di avere in me una grandissima alleata. Con lui avevo fatto un provino per “La balia” , non era andato bene. Una cosa che mi rende felice è che il primo film di Marco su una donna è proprio “Vincere”. Con il personaggio di Ida Dalser fa un viaggio nella maternità , nella sessualità e in tutta la complessità dell’universo femminile”

Suo padre, Vittorio aveva lavorato con Bellocchio in “La Condanna” e alla fine era esploso contro la presenza sul set dello psicanalista Massimo Fagioli . Ricorda qualcosa di quel periodo?

“Sono solo ricordi di figlia, avevo 13,14 anni e in quel periodo ero a Roma con mio padre e andavo spesso sul set , facevo i compiti nella sua roulotte. Ricordo la fatica che faceva a lavorare, ma non avevo la maturità per confrontarmi con lui su questioni professionali. Nell’esperienza personale non ho avuto strascichi di quell’avventura . Del resto io ho incontrato un altro Bellocchio rispetto a quegli anni e il successo in America mi fa piacere soprattutto per lui , è una grande soddisfazione e una rivincita per Cannes, dove fu un grande dispiacere per tutti noi non aver vinto premi. Ma l’anno scorso sono stata in giuria a Cannes e ho capito che le logiche dei premi sono difficilmente spiegabili , le scelte sono il frutto di equilibri e compromessi”

Lei potrebbe recitare in inglese e francese , ma lavora soprattutto nel cinema italiano. E’ una scelta?

“Negli ultimi anni ho preferito stare qui soprattutto per motivi famigliari . Lavoro da 15 anni , credo di aver dato il mio contributo al cinema italiano, ma senza sacrificare la mia vita. Sono stata molto con mia madre. L’anno scorso si è aggravata ed è mancata alla fine di ottobre. Sono felice di esserle stata vicino”

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Con sua madre , l’attrice Cecilia Sacchi , lei ha ideato il premio Vittorio Mezzogiorno

“Ci tengo tantissimo , e non solo per il ricordo di mio padre. Penso che in questo momento così difficile per l’Italia e con una politica così indifferente alla cultura , nel nostro piccolo, continuare a lottare per la qualità. E sono tante in giro per il nostro paese le compagnie di valore, come il Teatro di Legno che abbiamo premiato quest’anno con la giovane attrice Lucia Mascino. Il premio è ospitato dal Festival di Giffoni e insieme vogliamo fare tante altre cose. Non bisogna arrendersi”

Il suo ultimo film è “Basilicata coast to coast”, un piccolo cult

“Mi sono divertita moltissimo , dopo “Vincere” , dopo “La prima linea” avevo bisogno di una boccata d’ossigeno. Per me ormai alternare film intensi e duri con la leggerezza delle commedie è diventata una vera necessità”

E adesso?

“Sto lavorando ad un progetto per la televisione. MI piacerebbe anche tornare a lavorare in teatro, il primo amore. Però non ho nessun affanno”

E’ vero che è tifosa del Napoli?

“Le mie città preferite sono Napoli e Milano. Napoli la sento per via di mio padre , c’è il suo imprinting nei primi dieci anni della mia vita. Poi mi sono spostata verso il nord , MIlano è la città di mia madre. Tifosa scatenata forse no, ma se il Napoli vince sono contenta”